Il cimitero dei libri dimenticati

“Non ho più avuto amici nella vita come quelli che avevo a tredici anni” è la battuta finale di “Stand by me – Ricordo di un’estate”, un film a cui sono molto legato. E ci credevo, ci credevo davvero. Però prima di questa, il protagonista dice: “Gli amici vanno e vengono nella vita come i fattorini in un grande albergo”. Ecco, a questo non ho mai creduto perché pensavo  che ci  fosse una  stagione della vita, la giovinezza, dove si incontravano gli amici e poi si conservavano per tutta la vita. Credevo che anche l’amicizia avesse in un certo senso una sua menopausa, cioè, il subentro dell’impossibilità di riprodursi e ogni individuo doveva farsi bastare quelle che aveva stabilito in gioventù e, quindi, conservare gli stessi pochi amici per tutto il resto della vita.

Fortunatamente non è così, la vita continua a regalare amici. Il mio Amico K è arrivato dopo i miei quarant’anni. Qualche anno fa mi regalò “La vita davanti a sé” di Romain Gary. Se cercate un libro da regalare, puntate su questo e non ve ne pentirete. Qualche anno dopo prestai il mio libro alla moglie di un mio amico. La vita a volte compie strani giri e gli eventi, o forse nessun evento, mi avevano fatto perdere l’amico e anche il libro. Entrando in una libreria ero sempre tentato di ricomprarmelo ma non sarebbe stata la stessa cosa: io volevo la mia copia, quella con la dedica del mio Amico K.

Qualche mese fa mia mamma riceve un avviso di un pacco in giacenza presso il locale ufficio postale  intestato a mio nome. Vista l’omonimia con altre quattro persone e che non faccio acquisti in rete, dissi a mia mamma che il pacco non era mio. L’altro giorno mi chiama mia mamma comunicandomi che era stata contatta direttamente da un funzionario dell’ufficio postale locale. Allora ho telefonato io, chiedendo chi fosse il mittente. Il mio stupore è stato enorme quando la voce ignara dall’altra capo del telefono mi ha detto che il mittente era il sig. Gustavo Barcelò di Barcellona. Se questo nome non vi dice niente, non preoccupatevi, non è un problema, “anche chi non ha letto Freud può vivere cent’anni” direbbe Rino Gaetano. Comunque, il signore in questione è il fondatore de il cimitero dei libri dimenticati, personaggio del libro di Zafòn “L’ombra del vento”. All’impiegato postale risposi che non esisteva nessun signor Barcelò, che si trattava di uno scherzo e che sarei passato personalmente a ritirare il pacco.

Sono stato rapito da innumerevoli suggestioni su chi potesse inviarmi quel pacco e da Barcellona poi, ma quando l’ho visto fisicamente ho capito tutto. Quel pacco non si era mosso da quell’ufficio postale. Una persona era andata lì a depositarlo nel mese di settembre e io l’ho ritirato solo il 24 dicembre, dopo che si era cercato di rispedirlo al mittente, al signor Barcelò nel cimitero dei libri dimenticati di Barcellona. Ho squadrato il pacco e mi sono emozionato perché il libro del mio Amico K stava per tornare a casa. Infatti quando l’ho aperto ho trovato la “mia” copia di “La vita davanti a sé”. Ho riletto la dedica del mio amico: “Ti affido questa incredibile comunità di diseredati, con la certezza che saprai garantire a ciascuno tutta la protezione e la compagnia di cui hanno bisogno”. Un pensiero è andato al mittente del pacco. Nella migliore delle ipotesi un “grazie” per aver compreso che quel libro per me era importante; nella peggiore che era solo il disperato tentativo di disfarsi di qualunque traccia che rivendicasse la mia esistenza. Possiamo liberarci degli oggetti, ma nel bene e nel male ci sono tracce che ogni individuo lascia intorno a sé e soprattutto nelle persone con le quali abbiamo avuto a che fare. Qualcuno li raccoglie, altri si illudono di disfarsene celandosi dietro un fantomatico mittente ma  comunque contribuiscono a vivere nel tempo che ci resta, nella vita che ognuno di noi ha davanti a sé.

Il libro di Romain Gary parla degli ultimi, proprio come questa canzone…

Il cimitero dei libri dimenticatiultima modifica: 2016-12-26T17:21:58+00:00da carminegizio
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento