Breve trattatto sulle coincidenze

L’altra notte mi sono alzato per un bisogno fisiologico. In bagno l’orologio segnava le 4.05. Sono tornato a letto e ho ripreso sonno. E’ da giorni che soffro di una strana infezione alle vie urinarie perchè di solito non mi alzo di notte. Invece l’altra notte mi sono svegliato di nuovo e con mia sorpresa l’orologio del bagno segnava ancora le 4.05. Visto il breve rituale dei gesti, mi sono guardato allo specchio e ho sorriso perchè il mio pensiero è andato al Billy Murray di “Ricomincio da capo” prigioniero sempre del medesimo giorno. Sono tornato in camera, mi sono seduto sul letto, ho cercato nel buio il cellulare, l’ho acceso e il display segnava le 4.09. Allora ho deciso di inforcare i miei occhiali da miope e diradare questa coltre impressionista. Sono tornato in bagno e l’orologio funzionava perfettamente. Questo significava che ero andato in bagno per la prima volta all’1,20 e che la mia miopia e il mio desiderio di guarigione mi hanno portato a vedere che fossero le 4.05. Questione di coincidenze. Che il postino avesse trascritto anche questa nel suo breve trattato non mi è dato sapere, ma tornando a letto il mio pensiero è andato a lui. E con Pepè Mardente cieco ma bello come Marcello Mastroianni che attiza ‘o fuoco mi sono addormentato.

La mia Sabry partecipa come giurata al premio letterario della città di Viadana e mi gira i libri che le son piaciuti. Quando ci siamo visti a ottobre scorso mi ha prestato “Breve trattato sulle coincidenze “, opera prima di Domenico Dara (casa editrice Nutrimenti). E’ la storia di un postino in un paesino del catanzarese degli anni ’60 che apre la corrispondenza, ricopia le lettere d’amore, tiene un archivio segreto per ogni destinatario e cerca di aggiustare per quel che può il destino dei suoi concittadini. Ma nonostante un incalzare di eventi, colpi di scena e personaggi decritti meticolsamente in ogni loro tratto, la vera forza del romanzo è la lingua in cui è narrata. Dara arravoglia il lettore con una tale forza linguistica che mescola il calabrese all’italiano e, se sulle prime il lettore nato ad altre latitudini è osteggiato dal dialetto, pian piano trova in questa commistione un’epifania, qualcosa di magico che gli fa respirare i profumi dei luoghi in cui questo strano postino si muove. Mi dispiace che a differenza di scrittori da best seller a Dara non sia stata data l’occasione per parlare in tv della sua opera perchè a mio modesto parere è forse la cosa più bella che abbia letto in questo 2015. Non mi resta di augurare a questo libro di finire per chissà quali coincidenze del destino tra le mani di Tornatore e spero sotto a tanti ma tanti alberi di Natale.

Molti personaggi di questo film soffrono per amore. Questa canzone è per tutti loro…https://youtu.be/YpFUAl6Nt7c

Breve trattatto sulle coincidenzeultima modifica: 2015-12-14T12:40:42+00:00da carminegizio
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