Uomo d’occidente

Oggi non mi sento francese. Mi stanno sulla balle quelli che oggi 14 novembre 2015 dicono “siamo tutti francesi”. Non ero americano dopo l’11 settembre ne spagnolo dopo l’11 marzo e nemmeno je suis Charlie Hebdo dopo lo scorso 7 gennaio. Io sono e resto un uomo d’occidente con i miei pregi e miei difetti e voglio che intorno a me ci siamo i simboli della mia cultura.

Anni fa mi capitò di andare in un paese dell’est per vacanza e, anche se il muro di Berlino era già caduto, diciamo che da quelle parti ce n’era ancora qualche frammento in piedi. Appena oltrepassai la frontiera del mio mondo mi accorsi che dentro di me ce n’era una molto più marcata. L’immediata scomparsa dalle strade di modelli di automobili a me familiari e la messa in mora di brands che mi avevano allevato mi buttò nel panico. Mi resi conto di colpo di aver bisogno della presenza di quella bevanda gassata intorno a me anche se poi non la bevo mai; mi mancava quella crema di nocciole anche se non riesco a mangiarne più di una punta di cucchiaino. Mi sentivo insicuro, precario, avevo un malessere fisico che non sapevo identificare, una paura nuova che si affievolì man mano che ci avvicinavamo alla capitale di quello stato, dove i “miei” brands e le “mie” automobili cominciavano a manifestarsi. Era il mio bisogno di ritrovare la mia quotidianità.

Ma nonostante sia sordo a qualunque richiamo di campana, la cosa di cui non posso fare a meno è un uomo nudo crocifisso. Non so e non mi interessa se è o non è il figlio del Dio che si venera nel mio mondo (io mi fermo al venerdì quando un ragazzo di 33 anni viene messa in croce perché ha manifestato le sue idee di un mondo senza violenza), ma in esso riconosco le radici del mio essere uomo d’occidente. Quell’uomo nudo e in croce è un atto d’amore e di pace. Egli non ha imposto il suo credo ma ha detto ai suoi apostoli: “Se qualcuno non vi accoglie e non ascolta le vostre parole, uscite da quella casa o da quella città e scuotete via la polvere dai vostri piedi.” Certo, si può obiettare che nel nome del mio Dio si sono compiuti tanti massacri, ma io rivendico il mio essere uomo d’occidente nella parola tolleranza, dove il “mio dio riconosciuto” non esclude la presenza di un altro dio e di altri confessioni.

Ecco, nonostante in giro ci sia gente che voglia farci paura io sono pronto sempre ad affermare che nel mio occidente c’è spazio per ogni dio perché qui si celebra la pluralità dell’essere umano sotto tutti i punti di vista. Le barriere le pone solo chi ha paura e non ce la faranno a farmi restare rintanato a casa perché così gliela darei vinta. Proprio ieri sono stato in una città in mezzo ad un mare di gente. Certamente, la presenza di individui con particolari tratti somatici richiamano le stragi di Parigi, ma non tutti i napoletani sono camorristi e neppure tutto il mondo arabo che vive nelle nostre comunità imbraccia kalashnikov. E proprio a questi ultimi bisognerebbe fare un appello. Dite a vostri fratelli musulmani che stare da noi è più bello che stare da voi e non fatevi rovinare da loro questa vostra seconda possibilità che vi siete costruiti di vivere la vostra vita in un modo sereno. Anzi, imponete a loro la vostra scelta e professate l’unica religione che non offende nessuno: l’occidente è tollerante.

 

E’ difficile trovare una canzone. Forse ci vorrebbero tre minuti di silenzio ma io sono contrario anche a quelli. Comunque questi sono pochi minuti di riflessione. Ne riporto il testo perchè mi sembra proprio una preghiera laica…

Difendimi dalle forze contrarie,
la notte, nel sonno, quando non sono cosciente,
quando il mio percorso, si fa incerto,
E non abbandonarmi mai…
Non mi abbandonare mai!
Riportami nelle zone più alte
in uno dei tuoi regni di quiete:
E’ tempo di lasciare questo ciclo di vite.
E non mi abbandonare mai.
Non mi abbandonare mai!
Perchè, le gioie del più profondo affetto
o dei più lievi aneliti del cuore
sono solo l’ombra della luce,
Ricordami, come sono infelice
lontano dalle tue leggi;
come non sprecare il tempo che mi rimane.
E non abbandonarmi mai…
Non mi abbandonare mai!
Perchè, la pace che ho sentito in certi monasteri,
o la vibrante intesa di tutti i sensi in festa,
sono solo l’ombra della luce.
Uomo d’occidenteultima modifica: 2015-11-15T12:49:41+00:00da carminegizio
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento