Mutis

I cantautori sono stati i miei fratelli maggiori, quelli che ti portano in casa le novità, siano esse musica da ascoltare oppure libri da leggere. Sono figlio di un tempo in cui la musica non era cornice, non stava in un iPod, non si scaricava, ma la dovevi comprare. E visto che c’era il sacrificio del denaro, il disco lo ascoltavi e lo leggevi, te lo godevi sia in musica ascoltata che in parola scritta. Leggevi le note di copertina ove oltre ai testi, ai musicisti, agli studi di registrazione, spesso c’erano le notizie che rivelavano la fonte di ispirazione di certe canzoni.

Fabrizio De Andrè mi lasciò cadere in mano l’Antologia di Spoon River. Fossati mi regalò Saramago, Pessoa e un cameriere piccolo piccolo che aveva servito il re d’Inghilterra. Ruggeri invece mi fece conoscere un clown perdutamente innamorato di Maria chre lo aveva lasciato per Zupnfer. Erano suggerimenti di lettura che a loro volta mi aprivano ad altri autori e ad altre parole perchè tutti i libri del mondo parlano tra di loro.

E poi ancora Fabrizio che nella sua ultima canzone riprendeva le parole di Maqroll, un gabbiere, tratte dall’opera di uno scrittore e poeta colombiano, Alvaro Mutis. A quest’ora della notte ho appena letto della sua morte, avvenuta ieri a Città del Messico. Aveva 90 anni, una vita vissuta in direzione ostinata e contraria. Quanta fatica per trovare la Summa di Maqroll! A quest’ora della notte è aperto tra le mie mani sulla preghiera di Maqroll:

Oh signore! accogli le preghiere di questo scrutatore
supplicante e concedigli la grazia di morire avvolto
nella polvere delle città, addossato alle gradinate di
una casa infame e illuminato da tutte le stelle del firmamento.
Ricorda Signore, che il tuo servo ha osservato pazientemente
le leggi del branco. Non dimenticare il suo volto.
Amen.

E’ inutile aggiungere che questa è…..


Mutisultima modifica: 2013-09-24T01:43:00+00:00da carminegizio
Reposta per primo quest’articolo

Un pensiero su “Mutis

Lascia un commento