20/05/2012
Album Aprile
"Ero un bambino in terza media quando scoppiò quella bomba a Piazza Fontana a Milano. Ero alla maturità quando scoppiò quella in Piazza della Loggia a Brescia. Cosa ho pensato io allora? Che adesso non la smetteranno più! Ma che razza di giovinezza mi è capitata?"
Mi sono ricordato di queste parole stamattina. Sono tratte da "Album d'Aprile 74 e 75", uno monologo di Marco Paolini. E penso a domattina. Penso a quel milione di porte che si chiuderanno lentamente dietro quel frettoloso saluto, a quel "sta attento" tramandato da generazioni che non si sa indirizzato verso cosa; se è un "sta attento" agli ipotetici sconosciuti che vogliono per forza distribuire caramelle, alle auto, al pulmann, al treno. Pare che qualche mamma l'abbia detto anche al figlio che doveva prendere l'aereo. Da domani mattina ce ne sarà qualcuna che aggiungerà "al cassonetto" e sarà impossbile che a qualche ragazzo non scappi una risata. Perchè i giovani sono così, hanno una linea di demarcazione sottile che separa l'ilarità dalla tragedia. Hanno ragione, fanno bene a prenderla così. Avranno torto invece quelli che resteranno a casa tanto può succedere che se non muori per la bomba a scuola potrebbe beccarti il terremoto a casa. Comunque, pare che vi sia una sola certezza: ma che razza di giovinezza è capitata ai nostri ragazzi?
Che fortuna vivere questo tempo sbandato, direbbe un caro amico. YouTube a volte sembra la lampada di Aladino bastra sfregarla ed esaudisce ogni desiderio. Ho trovato lo spettacolo di cui vi parlavo prima.....
15:00 Scritto da: carminegizio | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | OKNOtizie |
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Coppe (e piste) insanguinate
C'è un tizio su Facebook che ce l'ha a morte con la Juventus, con Platini e con tutto ciò che è bianconero. In verità ce n'è più di uno, tanto che non hanno cosa dire pubblicano un imaggine con la scritta "Io odio la Juve". Capisco, non siamo tutti uguali. Ma il mio tizio però non la chiama mai per nome, nè la squadra nè i suoi calciatori. Si riferisce a loro con termini come "ricchiucielli in rosa", "ladri" o "rubentini" ai quali sarebbe bastato espiare un anno di B per poi tornare e rimpinzare la refurtiva. In particolare stamattina parla di Platini come di uno che in passato ha alzato coppe insanguinate e oggi faccia proclami di innocenza. C'è una giustizia sportiva che ha fatto il suo corso e odio chi la ignora annettendosi ciò che non ha. Ma il tutto si limita ad un aspetto sportivo. Sono cose della domenica per intenderci, che i "tifosi", termine spregevole, si trascinano addosso per tutta la settimana.
Ma visto che questo stesso tizio loda Maradona, che per carità è stato ciò che è stato, gli ricorderei sempre che era amico dei Giuliano, gente che spacciava, che uccideva e queste se permettete non erano cose della domenica. Il proiettile che uccise Annalisa a Forcella non era un rigore assegnato ingiustamente. Certo non fu colpa di Maradona, lui era andato via da tempo, ma durante il suo soggiorno napoletano aveva offerto la sua immagine per creare consenso intorno ad un sanguinario capoclan. La malavita è sempre alla ricerca di consensi. Diego Armando Maradona fu il testimonial più illustre che riuscì a permettersi per le sue campagne pubblicitarie.
Tra alzare una coppa "insanguinata" e tirare piste di roba bianca che lasciavano scie di sangue c'è una bella differenza. Per la Juventus c'è una giustizia che ha fatto il suo corso e se c'è dell'altro, che venga fuori e si passi al giudizio di merito. Ma quando si procederà contro chiunque, ed esco fuori dal calcio, ha offerto, offre ed offrirà le sue credenziali vestendo i panni inconsapevoli del favoreggiatore a delinquere?
Gaber è come l'aspirina. Andrebbe assunto a prescindere.....
12:09 Scritto da: carminegizio | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | OKNOtizie |
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19/05/2012
Diciannovemaggioduemiladodici
Sono nato a mezzanotte, proprio come tutti quelli come me. Dopo pochi minuti ho capito che la cosa migliore sarebbe stata essere uno dei tanti che tutto quello che possono fare è aggiungere una lineetta di tempo speso nel calcare una ruga sul viso di un vecchio, stemperare ancora un grammo d'argento su una chioma canuta, addolcire un ricordo, dare il mio contributo a sanare una ferita. Sì, ferita. A quanto pare non sono bastate le mie buone intenzioni.
Se avessi potuto scegliermi un nome, mi sarebbe piaciuto chiamarmi "Anonimo", invece mi è toccato il destino di essere ricordato, anche se il mio nome è il numero 19052012, non cifre a caso ma conseguenziali a ciò che è stato ieri. A me però piace scriverlo a lettere, roba da togliere il fiato nel rileggerlo. Non volevo, ma io il fiato l'ho tolto davvero e un sorriso spensierato è imploso in un istante. Per qualcuno sarò uno spartiacque e vi assicuro che non desideravo affatto essere la linea di demarcazione tra un prima e un dopo nella vita di qualcuno. Ma purtroppo è andata così.
Il vento del mio tramonto squaderna pagine lasciate incustodite sul selciato che insieme a zaini, borse e sogni sono saccheggiati da sguardi indiscreti. Ora tacciono le sirene mentre stiro le mia membra avvizzite nelle prime ombre della sera. La verità è figlia delle ombre e la mia verità purtroppo si sta avvicinando. Come Cenerentola alla festa, dovrò lasciare a mezzanotte. Forse è rimasta una scarpa sola sull'asfalto offeso. Si sta facendo tardi, devo andare e non so se qualcuno verrà a riprenderla.
Forse è strano suonare musica in questi momenti. Un silenzio e basta. Mettiamola così: è l'unico modo di pregare che conosco.....
19:37 Scritto da: carminegizio | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | OKNOtizie |
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